La storia di un donatore di midollo osseo che ha contribuito a salvare una vita
Era un giorno d’autunno, incontrai Carmen ( la responsabile di ADMO per la nostra Valle ) in un gazebo seminascosto dai cartelloni pubblicitari sponsorizzanti una corsa podistica. Mi offri la possibilità di..”salvare una vita”: c’era da rifletterci, le dissi. Presi l’opuscolo sotto braccio e decisi di leggermelo al caldo, in solitudine a casa mia. Ero già donatore Avis, mi sembrava di fare abbastanza dunque, eppure…
Eppure mi si chiedeva, per non so quale ragione, di mettere in subbuglio la mia appagata e accomodata coscienza e ragionare sulla Donazione di MIDOLLO OSSEO..
Dopo pochi giorni decisi di recarmi al Simt ( Padiglione 10 Ospedali Riuniti di Bergamo ) per essere TIPIZZATO ( niente di più che farmi prelevare una fialetta di sangue che l’Ospedale analizza e codifica per verificare la compatibilità con uno dei tanti malati di Leucemia ). Passarono alcuni mesi e dopo l’arrivo della tessera di Donatore ADMO arrivò anche la prima chiamata dall’Ospedale. Così con un pò di legittima paura ma anche tanta consapevolezza mi recai al Riuniti di Bergamo. Come per la Tipizzazione, essendo donatore di Midollo Osseo ( ma forse è meglio chiamarla letteralmente Donazione di Vita ), mi venne data la precedenza su tutti i presenti e dopo un altro prelievo uguale al precedente, mi lasciarono andare a casa. Successivamente mi venne comunicato che la totalità dei miei codici ematologici non erano perfettamente compatibili con il malato. Questa volta non avrei donato. Il pensiero corse alla persona che non avevo potuto aiutare: mi chiedevo a cosa pensasse in quella stanza di plastica, isolata dal mondo e senza contatti umani, se non attraverso le “proboscidi” con cui ci si può scambiare una stretta di mano e niente di più. Nessun bacio, nessuna mano calda ad accarezzare il dolore e la paura di chi viene rinchiuso come intoccabile ( basterebbe uno starnuto a far contrarre ad un Leucemico un qualsiasi Virus a noi innoquo portandolo in brevissimo tempo alla morte ). Questo capitò ancòra un’altra volta, poi nel maggio 2008 arrivò LA CHIAMATA. Sinceramente partii per Bergamo senza troppe illusioni: Donare il Midollo, Salvando una Vita era maledettamente complicato; non per la donazione in sè, ma per la compatibilità tra due persone ( le statistiche parlano di 1 donatore compatibile ogni 100,000 persone..Peccato che la Leucemia abbia un’incidenza quattro volte maggiore sulla percentuale di bambini e persone che la contaggono..).
Dopo il solito secondo esame ( sempre a stomaco PIENO ), ritornai verso casa. La settimana successiva venni richiamato..per altri controlli ( Cuore, test dello Sforzo, esami del sangue più approfonditi, ecografie, radiografie, controllo del peso ecc.. ). In due ore mi fecero uno screening completo, ed in giornata ebbi i responsi: ERO ABILE ALLA DONAZIONE! POTEVO DONARE. E mai il verbo “POTERE” aveva più Libertà in senso assoluto, di questa volta. Eh si perchè fino all’ultimo ci si può tirare indietro. Senza l’ultima firma si è liberi di dire di No! Ma si è anche consapevoli che alla persona Leucemica, viene comunicata ovviamente LA NOTIZIA! La possibilità, cioè di essere salvata, di poter guardare la vita ancòra in faccia. La certezza di poter ricominciare ad esistere: di salvarsi! Come uomo disperso nella clessidra del tempo, avevo la possibilità, solitamente Divina, di decidere della Vita di un’altra persona. Allucinante..Ed angosciante!
Ma come Uomo, cioè essere pensante, avevo anche la possibilità legittima, di avere paura e quindi dire di..NO! Ma ci vuole più coraggio a dire di ” “Si ! ” e riempirsi l’esistenza di un Privilegio Divino o ci vuole più coraggio a condannare foss’anche, a morte, e per ben due volte, un altro uomo? In fondo mi dicevo, io quella persona, non saprò mai chi è! E nemmeno essa potrà mai incontrarmi. Non condivideremo altri aspetti della nostra vita… Queste erano le riflessioni che giravano nella testa della mia piccola e sconosciuta persona. Ovviamente sentendomi profondamente Cristiano vinse il “Si!”. Un “Si!-Comunque”. Perchè non sapevo ancòra se avrei Salvato la Vita a qualcuno attraverso una semplice “trasfusione” di 3 ore davanti alla televisione, a stomaco pieno e dunque senza nessun tipo di apparente disagio, oppure in Sala Operatoria, sotto anestesia facendomi prelevare il Midollo Osseo dalle Ossa del bacino ( IL MIDOLLO OSSEO NON E’ IL MIDOLLO SPINALE! Sono cellule Staminali emopoietiche, dunque sia chiaro che la SCHIENA NON VIENE ASSOLUTAMENTE TOCCATA! ). Quando mi iscrissi all’ADMO, mesi prima, firmai per qualsiasi soluzione servisse al malato, nonostante potessi scegliere con quale tipo di donazione effettuare il prelievo di Midollo Osseo. Mi venne comunicata la data del mio gesto ( 8 Luglio 2008 ) e che avevano scelto di prelevare il mio Midollo Osseo tramite l’utilizzo del procedimento Trasfusionale. Dopo 5 Giorni di piccole punture al braccio ( Mattina e Sera ) simili in quantità e aspetto a quelle di Eparina ( Ma era una sotanza chiamata “Fattore di Crescita” che serviva ad aumentare la Produzione di Midollo Osseo nel mio sangue ), mi accinsi a Donare. Durante la Donazione, durante un gesto così cruciale per la vita di un altro essere vivente, decisi, nonostante la possibilità di godermi la Televisione, le Chiacchere e quant’altro dal mio comodo lettuccio di ospedale, di pregare. Di pensare. E pensando mi venne alla mente quell’immagine di mia moglie, che durante la nascita di mia figlia, mi annichilì nel momento esatto del parto: quando cioè da capofamiglia, da uomo un pò egoista mi resi conto che NON L’UOMO MASCHIO IN QUANTO TALE, veniva scelto da DIO per Donare la Vita, MA LA DONNA ! LA DONNA! Quell’esile figura che era sempre sottostata alle mie scelte, di lavoro, di spostamento, perfino di capriccio su quale canzone ascoltare alla radio! Di fronte alla sacralità di quel gesto, mi sentii più piccolo di un granello di polvere e vidi mia moglie, come l’essere vivente più vicino a Dio! in quanto Egli le affida il Potere, il Compito di Creare la Vita, l’Uomo! Egli Le affida una quantità immisurabile di Amore, il Suo: che nessun Uomo-maschio, in quanto tale può provare…Da quel parto mi portavo appresso un senso di ingiustizia, sana invidia e forse anche desiderio di provare ad essere anche io..”necessario”. Eh si perchè solamente donando una vita, avendone il privilegio ( non certo il merito ), ci si può davvero sentire Divini! Come il Cristo! Uscendo dalla stanza, dopo la Donazione di Midollo Osseo, vi confesso che per giorni, ero letteralmente scioccato, camminavo sulle nuvole, c’era il rischio di sentirmi Dio. Col tempo imparai ( ed è così tutt’ora soprattutto dopo i miei sbagli giornalieri ) non a domandarmi: Perchè io?” e nemmeno ” Chissà come sta qulla persona..?” Ma semplicemente a Ringraziare Dio per questo Privilegio immenso di SALVARE UNA VITA chiamato DONAZIONE DI MIDOLLO OSSEO. Oggi Ho pareggiato i conti con mia moglie ma soprattutto possiedo 2 figli: uno porta il mio cognome, i miei occhi; l’ altro, chiunque esso sia, ha il mio stesso DNA sanguineo, cosa che nemmeno mia madre possiede, ed ha una vita in più da vivere. Come deve essere. Come è logico che sia, quando da persone mature nonchè Cristiani accettiamo il Dovere di avere dei Doveri. …Ah i Diritti? Beh quelli arrivano di conseguenza…e non vi dico che magia guardarsi ogni giorno allo specchio!
Giorgio.