Articolo apparso su L’Eco di Bergamo il 24 dicembre 2010 in occasione del primo anniversario della morte di Federica.
Albino, un anno senza Federica. Gara di solidarietà contro la leucemia.
Aveva 19 anni, il male l’ha stroncata in due giorni. Era la notte di Natale 2009. Il papà ha fondato una Onlus: 150 amici sono diventati donatori di midollo.
Era la notte di Natale, un anno fa. Una leucemia fulminante si portava via Federica Albergoni. Due giorni prima stava bene, due giorni dopo non c’era più, stroncata da un male arrivato come dal nulla. Aveva solo 19 anni, Federica, e viveva ad Albino. Ma oggi, in qualche modo, Fefe, come la chiamavano tutti, è ancora qui. Il papà Maurizio e gli amici in suo nome hanno fondato un’associazione che collabora con l’ADMO e lavora per dare una speranza a chi lotta con la leucemia. L’impegno è concreto: sono oltre 150 le persone, ad Albino e dintorni, che grazie alla “Federica Albergoni Onlus” in questi mesi si sono sottoposte ai test per entrare nella banca dati dei donatori di midollo spinale.
Un gruppo per Fefe.
Fefe aveva appena 19 anni. Una famiglia affiatata, gli studi al liceo artistico, un fidanzato innamoratissimo, Francesco Filisetti, coetaneo, con cui programmava il futuro. Avevano appena deciso di andare ad abitare insieme, era tutto pronto. Poi un malessere improvviso che diventava forte e la richiesta di Fefe al papà “Portami al pronto soccorso che mi faccio visitare”. Era martedì. Quello che sembrava niente è diventato tutto. Un aneurisma causato dalla leucemia ha portato via la ragazza nella notte fra giovedì e venerdì, quella di Natale, lasciando una famiglia e una comunità intera attonita. Alcuni mesi dopo la tragedia ad Albino è nata l’associazione che di Federica porta il nome. “Ci vediamo ogni 15 giorni, ci sono almeno una trentina di amici di Federica nel gruppo di lavoro, sono ragazzi che usano così parte del loro tempo libero. Li ringrazio tutti.”, dice il papà, che oggi si occupa della Onlus. Il più concreto modo per aiutare è far sapere che una banca di donatori esiste: basta anche solo un piccolo prelievo per, magari, salvare una vita. “Io non posso donare perché ho più di 40 anni, mentre il test lo può fare chi ha fra i 18 e i 40 anni – prosegue Maurizio Albergoni -, ma sapesse quanti ragazzi sono arrivati, hanno fatto il passaparola tra loro per dire: ci siamo anche noi”. Chiamano al cellulare, scrivono mail, suonano al citofono. Tutti pronti per fare la “tipizzazione”, il test si chiama così e avviene ai Riuniti. E’ il primo passo, semplicissimi, che permette di dare informazioni alla banca del midollo, “poi se ci fosse bisogno scatta l’iter. Noi ci occupiamo di fare informazione.” Un supporto logistico che sembra piccolo – “per esempio, mia cognata Enza Zanga prende la macchina e porta lei i ragazzi da Albino ai Riuniti quando si propongono…” – ma che in realtà apre davvero le porte alla possibilità di cura di tante persone. Il papà di Fefe ringrazia “tutti quelli che credono nel nostro progetto”, ma anche i tanti che in questo anno hanno fatto sentire alla famiglia il loro affetto. “Per Fefe arrivano lettere bellissime, messaggi”. Durante la Messa di Natale è stato letto il messaggio del coro di cui anche Federica era parte e in cui gli amici la ricordano “innamorata della vita”.
Il concerto di Natale.
“Da un mese siamo Onlus, a gennaio inizieremo il tesseramento – prosegue Maurizio, che è presidente onorario del gruppo, guidato da Elena Davila Merino e di cui fa parte anche Francesco Filisetti -. La speranza è continuare così, farlo per Federica.” Chi volesse informazioni deve contattare il numero 3347836355 oppure scrivere a girasole.federica@gmail.com. Questi stessi contatti possono essere utili a chi vuole partecipare all’evento di Natale che con ADMO la Onlus dedicata a Federica ha organizzato al Donizetti. “Un concerto di beneficienza il 5 gennaio alle 20.30”. Dirigerà l’orchestra Bergamo musica festival il maestro Ruggero Barbieri.
Anna Gandolfi